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Difendiamo la Batteria Ca’Bianca
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Difendiamo la Batteria Ca’Bianca

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Lido di Venezia, 26 Dicembre 2020

Teniamo Alta la guardia

Care e cari,
Il 30 novembre il Demanio ha chiesto alla nostra associazione In diversity la riconsegna della Batteria Ca’Bianca e Forte Angelo Emo, con obbligo di sgombero entro il 22 dicembre.

Dialogo con l’Agenzia del Demanio

La Batteria era stata data in uso all’associazione attraverso una serie di concessioni brevi e proroghe, la prima nel 2016 e l’ultima scaduta a marzo 2020. La prima concessione aveva lo scopo di organizzare eventi culturali e la fruizione pubblica del luogo, la seconda quello di manutenzione e custodia.Il bene avrebbe dovuto essere oggetto di procedura concorsuale per individuare un nuovo concessionario, ma la procedura è scaduta. Il Demanio, durante l’ultimo sopralluogo, non ha rilasciato alcuna informazione su quale sarà il destino del bene, né se si aprirà un nuovo bando, né se sarà rimesso all’asta, in quanto ancora presente nella lista delle alienazioni del MEF.
Per più di 2 anni continuativi l’associazione ha presidiato e curato con legittima autorizzazione la Batteria Ca’Bianca, investendo grandi energie a titolo volontario per la sua manutenzione e attività di animazione territoriale. Grazie a questo sforzo dal basso, l’associazione In diversity ha agevolato la fruizione di un bene aprendolo il più possibile a tutta la cittadinanza.
Dal 2016 sono stati organizzati eventi che hanno portato al Lido artiste e artisti internazionali, richiamando un pubblico anche da fuori i confini comunali, e attivando dense reti di collaborazione culturale.

Progettazione partecipata e dialogo con l’amministrazione Comunale

Dal 2017 è stato attivato un percorso di progettazione con la cittadinanza per la scrittura di un progetto di riuso e conservazione del bene, processo che ha portato alla prima protocollazione del progetto in occasione del piano degli interventi del Comune di Venezia. Al progetto sono anche stati allegati suggerimenti di modifiche della viabilità stradale e un nuovo percorso ciclabile, proposte che risolverebbero alcuni problemi di sicurezza e accessibilità nel quartiere. Lo stesso progetto, rivisto a più mani, è stato presentato all’Agenzia del Demanio dopo che il bando Cammini e Percorsi era andato deserto nel 2018. In quell’occasione è stata espressa l’intenzione di costituire un nuovo soggetto imprenditoriale sociale per la sua governance, chiedendo una concessione ventennale
A Luglio 2019, il bene è stato aggiunto alla lista del MEF dei beni alienabili, su suggerimento dell’Agenzia del Demanio di Venezia. Un gruppo di lavoro afferente all’associazione In diversity è entrato in contatto con il precedente assessore al patrimonio del Comune di Venezia. Ha offerto un proprio programma di valorizzazione per trasferire il bene al Comune e scongiurare la vendita all’asta. Il Comune di Venezia ha incoraggiato ad andare avanti con la progettazione esprimendo l’intenzione di portare a casa il bene con il federalismo culturale. Da qui, il lavoro di squadra si è intensificato, attivando, sempre a titolo volontario, oltre dieci professionisti del territorio. Il programma di valorizzazione è stato redatto secondo le linee guida del MIBACT, ed è comprensivo di piano economico e finanziario, business plan e conto economico previsionale per i prossimi trent’anni. Un dossier completo. Il frutto di notevoli energie professionali messe a disposizione gratuitamente nella speranza di vedere un giorno restituita alla cittadinanza la Batteria Casabianca Angelo Emo.

Riconoscimento Nazionale

Sulla base di una delle tante azioni previste dal programma di valorizzazione della Ca’ Bianca, a luglio 2020 l’associazione In diversity è arrivata tra i 12 finalisti in tutta Italia al bando Accenture “Welfare che Impresa”, vedendo sfumare la vittoria, un premio di €40.000 e un finanziamento a tasso 0 da €50.000, soprattutto per l’assenza di uno scenario istituzionale definito riguardo al bene. Ha inoltre partecipato tra i finalisti al bando CSV-CAVV tuttamialacittà che premiava le migliori idee di volontariato per la rigenerazione urbana. Anche in questo caso, l’assenza di prese di posizione esplicite da parte delle istituzioni ha rappresentato un ostacolo. La giuria ha premesso di non potersi sostituire al Comune di Venezia per autorizzare le progettualità del territorio.

Che ne è stato di tutto questo lavoro e perché il Demanio potrebbe avviare una nuova procedura concorsuale, invece di una passaggio di proprietà e firma di un accordo di valorizzazione al Comune di Venezia?

L’iter per il trasferimento sembrava infatti sul punto di essere avviato a giugno/luglio 2020. Lo dimostrano la richiesta di tavolo tecnico e proroga della consegna del bene (giugno 2020) e la protocollazione del programma di valorizzazione completo proposto da In diversity (luglio 2020).

La pratica archiviata

Ad Ottobre 2020 la nuova giunta ha fatto archiviare la pratica di trasferimento del bene demaniale, insieme a tutte le altre. L’attuale assessore dunque ha preferito archiviare la pratica della Ca’Bianca anzichè procedere con l’accordo di valorizzazione e il trasferimento del bene dal Demanio. Mandando in fumo oltre un anno di incontri, dialoghi e lavoro professionale finora sempre volontario. Lo ha fatto per presunta mancanza di copertura finanziaria. Inspiegabile motivazione tecnica utilizzata per liquidare il programma alla luce degli ingenti finanziamenti che stanno circolando in laguna, di fatto il comune non aveva nulla da perdere.

Chi ne ha perso è stata tutta la comunità che da pochi anni aveva lentamente imparato ad apprezzare il luogo dimenticato della Batteria Casabianca.

I migliori propositi per il nuovo anno

Lo scoppio dell’epidemia COVID-19 e il conseguente blocco di molti eventi, ha reso difficile l’operato dell’associazione In Diversity OdV. L’impossibilità di adempiere pienamente al proprio scopo sociale, che prevede l’apertura del bene alla cittadinanza attraverso attività culturali, è stata una conseguenza di concessioni limitanti.Un anno difficile che si chiude ora con la chiusura del bene e la sua riconsegna al Demanio, dopo un mese passato a processare e smaltire quintali di rifiuti introdotti abusivamente, dalla porta d’acqua che non è mai stata chiusa dalla proprietà, da persone locali durante i mesi di emergenza sanitaria. L’associazione ha riconsegnato le chiavi al demanio il 22 Dicembre lasciando un bene storico pulito di tutto punto.La preoccupazione è che tutto il lavoro volontario andrà sprecato. L’incuria e l’abusivismo torneranno a colpire ora che, chissà per quanto, nessuno si prenderà cura del bene.

Invitiamo a tenere alta la guardia ed a sostenere l’associazione nei prossimi mesi.
Con i migliori auguri di un radioso anno nuovo

in cui realizzeremo i nostri sogni